A.C. Simonini, 2005

A Vittorio Mameli
Per la mostra "VISIONI" allestita al Palazzo Boschetti in San Cesario sul Panaro

Ho visitato la mostra e ne ho avuto uno strano impatto visivo. Vedevo solo OCCHI! L’onda infinita di quelle teste scolpite a bassorilievo e colorate con colori naturali, mi inseguivano stranamente guardandomi ora seriamente, ora ironicamente, ora minacciosamente ma il più delle volte MISTERIOSAMENTE.

Ogni maschera (io potevo considerarle maschere di Carnevale o Festa Sarda) era lì a dirmi qualcosa di strano. A suggerirmi suoni o parole incomprensibili, come fossero fantasie sognate ed emergenti dal muro con un loro significato ed impatto.
Ho letto poesie di Vittorio Mameli e racconti di Sibilla Aleramo ed ho come ritrovato fate e mostri e streghe della mia infanzia.
Presenze festose e Presenze malefiche!
Poi ripassando ho scoperto che queste figure emblematiche non mi suggerivano OCCHI in visi scheggiati, ma anche segni strani, posizionati al di sotto del mento. Emblemi di un popolo preistorico allora ma ancora attuali nella credenza popolare.
Ho capito perché Mameli cercava spazio.
Spazio aperto per le pagine di un libro scolpito, difficilmente imitabile e impossibile da iniziare ora. Mameli ha fatto quello che doveva fare come impegno verso se stesso.
E noi oggi VEDIAMO!

A.C. Simonini
16 giugno 2005

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